L'ex rottamatore e Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha chiarito per l'ennesima volta la sua visione della politica. Oggi, a meno di una settimana dai referendum più rivisti, più confusi e meno pubblicizzati di sempre, il primo cittadino del capoluogo toscano si dice favorevole a tre quesiti su quattro. Renzi voterà No sulla tariffazione dell'acqua. E questo perché "quella che si vuole abrogare è una legge del 2006, governo Prodi, e firmata dal ministro Di Pietro, su cui bisognava riflettere allora. Come dissi anche io che ero nel Pd". Il Sindaco dice di voler mantenere la sua coerenza. Quella stessa che lo ha portato dalla stazione Leopolda (giugno 2009) ad Arcore (dicembre 2010), lontano dal Pd decrepito e nel covo del "bunga-bunga". Quella stessa coerenza che lo ha fatto schierare apertamente con Marchionne e contro i lavoratori di Mirafiori. E quando gli si chiede se si sente distante dai sostenitori della sua rottamazione, il giovane rivoluzionario risponde che "la gente che era alla Leopolda è ancora con me, acqua o non acqua". Non la pensa allo stesso modo il suo ex amico Filippo Civati che, due anni fa, lo accompagnava per le strade di Firenze: "Renzi fa il Renzi, noi facciamo un altro tipo di lavoro. Se voglio cambiare qualcosa nel mio partito devo andare a parlare con Bersani, non con Berlusconi". Sempre più politicanti, sempre meno politici! Se questa è la rivoluzione dei rottamatori...Non ci resta che piangere! Noi puntiamo al quorum, poi la gente deciderà! Renzini andate a votare, che a salvarvi ci pensiamo noi! Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi. Approfittando del fatto di essere così numerose, pensano di essere in grado e, soprattutto, pensano di avere il diritto di umiliare le minoranze. L’invocazione si chiama smisurata perché è fuori misura e, forse, non sarà ascoltata da nessuno. Ma noi ci proviamo ugualmente.
"Sullo scandalo metallico di armi in uso e in disuso, a guidare la colonna di dolore e di fumo che lascia le infinite battaglie al calar della sera, la maggioranza sta recitando un rosario di ambizioni meschine, di millenarie paure, di inesauribili astuzie.
Aforismi personali
Patriottismo Non è Nazionalismo, né Xenofobia, né Campanilismo
Amore per
Chi Manifesta per la propria Dignità Non è Radical Chic
Chi vuole che si rispetti
Amo le Donne, ma ammiro Chi non teme di Amare Qualcuno del Suo Stesso Sesso
La mia Cultura Non mi fa Guadagnare Denaro, ma mi permette di Guardare dall’Alto i Despoti Ignoranti al Potere
Non sono Apolitico, Non Odio
Che cos’è
Ti amo Italia
Corruzione, furbizia, sciacallaggio,
menefreghismo, ignoranza, xenofobia.
Nord contro Sud, Meridione contro Settentrione,
figli di un’unica patria di cui non siamo degni.
Provo vergogna a esser italiano,
vedendo il mio Paese crollare
sotto i colpi della tirannia
di una politica che l’ha sbranato.
Centocinquanta gli anni dall’Unione,
un’unica riforma per lo sgretolamento.
Parlamentari noncuranti di una storia
che lentamente stanno dilaniando.
Costituzione degna di gran fama,
rinnegata dai padroni e dagli infami,
da quelle stesse bestie che dalle solite poltrone
recitano ancora i soliti copioni.
Giovani senza speranza,
famiglie disperate senza pane
per una crisi che fino a ieri
tentavano di nascondere.
Sono stufo ed arrabbiato,
ormai impigrito e abituato
a veder le stesse facce
da una vita.
Ti amo Italia
perché mi hai dato la speranza
di una democrazia
che oggi vedo troppo distante.
Ti amo italiano
perché so che reagirai.
Non so quando, non so come,
ma sono certo che lo farai.
Se la cultura ci hanno insegnato a detestare,
sicché dall’ignoranza nasce questa condizione,
con il sapere muoverò il pensiero
e un dì conoscerò il mio vero Paese.
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Non so che pensare
Come sarebbe bello
Non pensare.
Tempo fa credevo
Che la ragione
Fosse l’unica arma
Per debellare l’ignoranza.
Ora m’accorgo
Che con la strafottenza generale
E questa dispersione
Di Ideali
Non mi resta che piangere
Nel vedere appassire la speranza
Che diventa illusione,
Ogni giorno che sorge,
Ogni notte che incombe.
E mi chiedo se non è meglio l’ignoranza.
O la morte.
martedì 7 giugno 2011
Grazie Renzi, adesso ci è tutto più chiaro
L'ex rottamatore e Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha chiarito per l'ennesima volta la sua visione della politica. Oggi, a meno di una settimana dai referendum più rivisti, più confusi e meno pubblicizzati di sempre, il primo cittadino del capoluogo toscano si dice favorevole a tre quesiti su quattro. Renzi voterà No sulla tariffazione dell'acqua. E questo perché "quella che si vuole abrogare è una legge del 2006, governo Prodi, e firmata dal ministro Di Pietro, su cui bisognava riflettere allora. Come dissi anche io che ero nel Pd". Il Sindaco dice di voler mantenere la sua coerenza. Quella stessa che lo ha portato dalla stazione Leopolda (giugno 2009) ad Arcore (dicembre 2010), lontano dal Pd decrepito e nel covo del "bunga-bunga". Quella stessa coerenza che lo ha fatto schierare apertamente con Marchionne e contro i lavoratori di Mirafiori. E quando gli si chiede se si sente distante dai sostenitori della sua rottamazione, il giovane rivoluzionario risponde che "la gente che era alla Leopolda è ancora con me, acqua o non acqua". Non la pensa allo stesso modo il suo ex amico Filippo Civati che, due anni fa, lo accompagnava per le strade di Firenze: "Renzi fa il Renzi, noi facciamo un altro tipo di lavoro. Se voglio cambiare qualcosa nel mio partito devo andare a parlare con Bersani, non con Berlusconi". Sempre più politicanti, sempre meno politici! Se questa è la rivoluzione dei rottamatori...Non ci resta che piangere! Noi puntiamo al quorum, poi la gente deciderà! Renzini andate a votare, che a salvarvi ci pensiamo noi!
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